La guida di Lilium

Quartiere Coppedè guida alla Roma Liberty

Fontana delle Rane, Villini delle Fate, Palazzo del Ragno — a breve distanza dall'hotel

A meno di venti minuti a piedi dal Lilium, risalendo Via Nomentana, c'è un angolo di Roma che pochi turisti conoscono e che vi sembrerà di sognare: il quartiere Coppedè. Per noi non è una semplice tappa fuori porta — è la stessa lingua architettonica che parla l'hotel, lo stesso Liberty di fiori, ferro battuto e fantasia.

Roma di notte, il quadrante nord che ospita la Roma Liberty del quartiere Coppedè

Un quartiere che non c'è sulle guide

Chi era Gino Coppedè

Il quartiere prende il nome dal suo autore: Gino Coppedè, architetto fiorentino nato nel 1866, formatosi nella bottega di intaglio del padre e poi all'Accademia di Belle Arti. Tra il 1915 e il 1927 realizzò, su commissione dei finanziatori Cerruti e Becchi della Società Anonima Edilizia Moderna, un complesso residenziale pensato per la raffinatezza della Roma alto-borghese di quegli anni. Coppedè morì a Roma nel settembre del 1927, e i lavori furono portati a termine dal genero Paolo Emilio André.

Non aspettatevi un quartiere nel senso comune: è un blocco compatto di edifici tra Via Salaria e Via Nomentana, nel rione Trieste. Decine tra palazzi e villini, costruiti in uno "stile Coppedè" inconfondibile — una fusione personale di Liberty, Art Déco, gotico, medioevo, riferimenti greci e romani. Un eclettismo che altrove sarebbe caos, e che qui trova un equilibrio sorprendente.

È la versione italiana dell'Art Nouveau europea, portata all'estremo della fantasia. La stessa famiglia estetica — il fiore, la curva, il dettaglio artigianale — da cui nasce l'identità del Lilium.

La soglia del sogno

L'arco e il lampadario

Si entra da Via Tagliamento, dove un grande arco collega due palazzi — il Palazzo degli Ambasciatori — e segna l'ingresso scenografico al quartiere. Al centro dell'arco è sospeso un imponente lampadario in ferro battuto, diventato l'immagine-simbolo di Coppedè. La volta è decorata da una Vittoria alata e da mosaici con aquile: un sipario che si alza su un altro mondo.

Oltre l'arco si apre Piazza Mincio, il cuore del quartiere. È qui che ci si ferma a guardare in alto: balconi, bovindi, torrette, fregi, ferri battuti che intrecciano motivi floreali. Ogni facciata racconta una storia diversa, e nessuna assomiglia all'altra. Vale la pena arrivarci la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce radente accende i dettagli e la piazza è quasi vostra.

Le tappe da non perdere

Piazza Mincio e i suoi capolavori

Centro di Piazza Mincio

Fontana delle Rane

Al centro della piazza, la Fontana delle Rane fu realizzata nel 1924, probabilmente ispirata alla cinquecentesca Fontana delle Tartarughe (di Giacomo della Porta e Taddeo Landini) nel ghetto ebraico. Le rane in bronzo da cui zampilla l'acqua le danno il nome. Una leggenda vuole che i Beatles vi si tuffarono vestiti dopo un concerto romano negli anni Sessanta — episodio gustoso ma non documentato con certezza.

Affacciati sulla piazza

Villini delle Fate

Il complesso dei Villini delle Fate è il cuore fiabesco del quartiere: affreschi, vetrate, marmi, terrecotte e mattoni si combinano in un omaggio all'Italia dei Comuni, con citazioni di Firenze, Venezia e Roma. Ogni superficie è decorata — figure, stemmi, motti latini. È l'esempio più puro della fantasia di Coppedè.

Su Piazza Mincio

Palazzo del Ragno

La Palazzina del Ragno deve il nome al grande ragno scolpito sulla facciata, simbolo dell'operosità e del lavoro, accompagnato dal motto latino. L'edificio mescola suggestioni assiro-babilonesi e Liberty, con un ingresso solenne e dettagli che premiano chi alza lo sguardo. Uno dei soggetti più fotografati del quartiere.

Camera dei Glicini del Lilium Boutique Hotel — l'estetica Liberty dell'hotel, con vista su Roma

Lo stile, raccontato dall'interno

Il Liberty del Lilium

Quello che ammirate sulle facciate di Coppedè — il fiore, la curva, il ferro battuto, l'ornamento che diventa racconto — è lo stesso linguaggio che il Lilium custodisce al suo interno. Non siamo un hotel che cita il Liberty per estetica: lo abitiamo. Le nostre quattordici camere portano ciascuna il nome di un fiore, e l'Art Nouveau è la grammatica con cui sono pensate.

La Camera dei Glicini, per esempio, traduce in arredo proprio quel motivo floreale che a Coppedè trovate inciso nei ferri dei balconi e nei fregi delle facciate. Dormire al Lilium, dopo aver passeggiato in Piazza Mincio, è come continuare la stessa frase: lo stesso gusto, la stessa epoca, la stessa cura per il dettaglio.

Per questo Coppedè non è, per noi, una semplice attrazione da segnalare. È il modo più bello per spiegarvi chi siamo. Potete scoprire tutte le camere del Lilium e scegliere la vostra prima di arrivare.

Come arrivarci dal Lilium

Dall'hotel a Piazza Mincio

circa 20 min·Pianeggiante

A piedi, lungo Via Nomentana

Dall'hotel in Via Venti Settembre si raggiunge Porta Pia e si imbocca Via Nomentana, l'elegante viale alberato del quadrante nord. Risalendola — lambendo Villa Torlonia — in poco più di un quarto d'ora si è in Via Tagliamento, davanti all'arco col lampadario. Una passeggiata quasi tutta in piano, nell'ombra dei platani.

circa 8 min·Bus o taxi

In pochi minuti su quattro ruote

Se preferite, dalle fermate su Via Nomentana diverse linee di autobus risalgono verso il rione Trieste in pochi minuti. Un taxi dall'hotel impiega circa otto minuti col traffico normale. La reception è sempre a disposizione per indicarvi la fermata giusta o chiamarvi un'auto.

Domande frequenti

Domande sul quartiere Coppedè

Dove si trova il quartiere Coppedè a Roma?

Il quartiere Coppedè si trova nel rione Trieste, nel quadrante nord di Roma, tra Via Salaria e Via Nomentana. Il cuore è Piazza Mincio, e l'ingresso scenografico è l'arco su Via Tagliamento. Dal Lilium Boutique Hotel, in Via Venti Settembre presso Porta Pia, è raggiungibile in circa venti minuti a piedi risalendo Via Nomentana.

Chi ha progettato il quartiere Coppedè?

Il quartiere prende il nome dall'architetto fiorentino Gino Coppedè (1866–1927), che lo progettò e realizzò tra il 1915 e il 1927 su commissione dei finanziatori Cerruti e Becchi, della Società Anonima Edilizia Moderna. Alla sua morte, avvenuta a Roma nel settembre 1927, i lavori furono completati dal genero Paolo Emilio André.

Cosa vedere nel quartiere Coppedè?

Le tappe principali sono l'arco d'ingresso su Via Tagliamento con il lampadario in ferro battuto, la Fontana delle Rane al centro di Piazza Mincio (realizzata nel 1924), i Villini delle Fate con i loro affreschi fiabeschi e il Palazzo del Ragno, riconoscibile dal grande ragno scolpito sulla facciata. Il quartiere conta complessivamente decine tra palazzi e villini, tutti ammirabili dall'esterno.

Quanto costa visitare il quartiere Coppedè?

La visita è completamente gratuita: il quartiere è un'area urbana aperta, percorribile a piedi liberamente a qualsiasi ora. Gli edifici sono privati e si ammirano dall'esterno; non servono biglietti né prenotazioni. Bastano comode scarpe e la voglia di guardare in alto.

Perché il quartiere Coppedè si chiama stile Liberty?

Lo "stile Coppedè" è una variante personale del Liberty italiano, la versione nostrana dell'Art Nouveau europea. Coppedè fonde decorazione floreale, riferimenti medievali, gotici, barocchi e classici in un eclettismo unico. È la stessa famiglia estetica che ispira gli ambienti del Lilium Boutique Hotel, dove ogni camera porta il nome di un fiore.

Lo stesso Liberty, dall'interno

Dormite nella Roma Liberty

Soggiornate al Lilium Boutique Hotel e vivete dall'interno lo stile che ammirate a Coppedè — quattordici camere, un fiore ciascuna, a breve distanza da Piazza Mincio.

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