Un quartiere che non c'è sulle guide
Chi era Gino Coppedè
Il quartiere prende il nome dal suo autore: Gino Coppedè, architetto fiorentino nato nel 1866, formatosi nella bottega di intaglio del padre e poi all'Accademia di Belle Arti. Tra il 1915 e il 1927 realizzò, su commissione dei finanziatori Cerruti e Becchi della Società Anonima Edilizia Moderna, un complesso residenziale pensato per la raffinatezza della Roma alto-borghese di quegli anni. Coppedè morì a Roma nel settembre del 1927, e i lavori furono portati a termine dal genero Paolo Emilio André.
Non aspettatevi un quartiere nel senso comune: è un blocco compatto di edifici tra Via Salaria e Via Nomentana, nel rione Trieste. Decine tra palazzi e villini, costruiti in uno "stile Coppedè" inconfondibile — una fusione personale di Liberty, Art Déco, gotico, medioevo, riferimenti greci e romani. Un eclettismo che altrove sarebbe caos, e che qui trova un equilibrio sorprendente.
È la versione italiana dell'Art Nouveau europea, portata all'estremo della fantasia. La stessa famiglia estetica — il fiore, la curva, il dettaglio artigianale — da cui nasce l'identità del Lilium.